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CRITICA


Vito Apuleo Il Messaggero, 1992

“… Ho esaminato a lungo, e con attenzione, sia i dipinti che i pastelli, e devo dire che sono stati questi ultimi a conquistarmi pienamente. Cordua pittore è sicuramente un paesaggista di notevole talento, ma il pastellista si apre ad una carica di emozione e di poesia che ha pochi riscontri.A me i pastelli hanno fatto pensare al grande Casciaro,e non è accostamento da poco …”
Vito Apuleo
Il Messaggero, 1992

Franco Solmi Direttore Galleria d’Arte moderna di Bologna, 1991

“Una pittura di sicuro richiamo e di particolare bravuradove il colore dà vita a immagini di grande suggestione.Le marine di Carlo Cordua, ma anche le sue visioni campestri, hanno la sapienza dei maggiori paesaggisti.La rappresentazione non è mai fotografica, ma avvolta in una luce che dissolve e consuma ogni elemento”
Franco Solmi
Direttore Galleria d’Arte moderna di Bologna, 1991

Alberico sala, Il Corriere della sera, 1987

… Sotto l’urto di nuove mode ( purtroppo anche l’arte vive spesso di questo male) , sembrava che il vedutismo di sapore ottocentesco – sia pure rivisitato con occhio nuovo e diversa sensibilità – fosse ormai finito. Ed ecco, invece, la riproposta, intelligente e creativa, di Carlo cordua, un’artista che dal passato prende solo la straordinaria capacità di fare pittura, perchè per il resto è, sotto ogni aspetto , uomo e pittore del suo tempo …

Alberico sala

Il Corriere della sera, 1987

Tommaso Paloscia La Nazione, 1986

Nei suoi paesaggi, i confini fra realtà e invenzione sono sempre incerti. Cordua muove dal territorio che gli è più familiare – Golfo di Napoli , le isole, la Costa d’Amalfi – ma poi cede alla tentazione di costruire il “suo” paesaggio, quello che nasce dal cuore Napoletano del pittore.Perchè Cordua rimane sopratutto un artista legato alla cultura e alle tradizioni della sua terra.Questo vuol dire che la sua pittura affonda le radici in quella figurazione che ha esaltato il nostro Sud …

Tommaso Paloscia
La Nazione, 1986